Piccola Iliade - Diario calcistico 1997/1998 – Spettacolo di teatro al Teatro San Materno
Descrizione
di e con: Valeria La Bua
regia: Chiara Callegari
costumi e attrezzeria: Fabrizio Buttiglieri
luci e spazio sonoro: Giuliano Cannioto
produzione: Teatro Libero Palermo
Il "Diario" racconta i ricordi calcistici di una bambina negli anni '90, sviluppandosi poi in una riflessione generazionale sulla condizione femminile. Sebbene inizi come una storia di memorie legate al calcio, il racconto si allarga per esplorare la crescita di una coscienza femminile che rivendica il suo posto in uno sport tradizionalmente maschile. La narrazione gioca con la verità e l'invenzione, creando una storia di autofinzione in cui realtà e invenzione si mescolano, lasciando al pubblico la libertà di scegliere cosa credere. Il calcio viene scelto come tema centrale per la sua forza rituale e identitaria. Proprio come nell'Iliade, dove gli eroi achei e troiani combattono sotto la volontà degli dèi, anche i calciatori sono raccontati come figure mitiche, le cui gesta sono cariche di simbolismo. Il calcio trascende il gioco per diventare un vero e proprio culto, con leggende come Maradona che assumono il carattere di santi pagani. Ma il "Diario" non è solo un racconto personale: è anche una fotografia di un momento storico, la Sicilia degli anni '90, e di una società dove le sconfitte sono quelle che insegnano davvero, più delle vittorie. Alla fine, la protagonista scopre che, come la guerra, il calcio è un mondo ancora estraneo alle donne, finendo per scontrarsi con le regole "per bambine" imposte dalla sua famiglia e dalla cultura circostante.